venerdì 30 ottobre 2015
La mafia degli onesti
domenica 18 ottobre 2015
Il discorso del Questore: "non è finita qui"
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| Il Questore di Latina Giuseppe De Matteis (foto De Vitis) |
"Buonasera, cittadini di Latina. Io non sono molto bravo con le parole quindi voglio soltanto dirvi tre cose: la prima è che io ho trent'anni di polizia. Ho iniziato da vicecommissario trent'anni fa e nella mia carriera ne ho viste parecchie. Ho avuto dei dolori e delle soddisfazioni. Ma questa sera per me è la più grande soddisfazione di questi trent'anni di lavoro. Grazie per quello che state facendo. Voglio dirvi un’altra cosa. Voi conoscete me, conoscete il dirigente della Squadra Mobile Tommaso Niglio. Conoscete gli uomini della Squadra mobili che da venti e più anni lavorano su questo territorio. E lo fanno con un senso del sacrificio veramente encomiabile. Qui ho conosciuto una squadra di poliziotti di quelli che si vedono nei film. E io li ho conosciuti qui, nella realtà. Gente che lavora senza orario, con grande sacrificio e fatica. Gente che rinuncia alla famiglia, che rischia la pelle tutti i giorni ed è a loro che dobbiamo il nostro primo ringraziamento. Perché fanno davvero la differenza e ci fanno sentire orgogliosi di appartenere a questo stato. La terza cosa che voglio dirvi è che noi qui non abbiamo scoperto nulla che voi cittadini non sapevate. Abbiamo però messo le mani su una situazione che era un cancro per questa città. E vi devo chiedere scusa, sinceramente. Perché non ci siamo riusciti prima di oggi. Allora, con molto coraggio, io volevo ricordare che voi siete cittadini di questa città, siete cittadini di Latina. Siete figli e nipoti di una razza di uomini che dalla palude ha creato una città. Non è giusto, non è bello, non è tollerabile che qualcuno si sia impadronito di questa città e questa provincia. Allora, voi lo sapete, che ascoltando queste persone che abbiamo assicurato alla giustizia, ce n’erano alcuni che pensavano di essere i padroni di questa bellissima città. Ma i padroni siamo noi, siete voi cittadini di Latina. Lo stato siamo tutti noi, persone per bene. I veri padroni siamo noi e questa sera, da questo corteo spontaneo (e vi sto chiamando cittadini, non associazioni, non gruppi di parte ma cittadini), questa sera dicevo, nasce un patto indelebile tra le forze di polizia di Latina e i cittadini: aiutateci, stateci vicini, venite a raccontarci quello che vivete sulla vostra pelle. Qui troverete ascolto, comprensione e protezione. Faremo tutto molto più in fretta, così che sia chiaro, una volta per tutte, che quello che abbiamo fatto fino a qui, è solo l’inizio. Grazie a tutti voi”.
sabato 17 ottobre 2015
Sulla libertà di stampa si predica bene ma...
(Riporto qui l'articolo del giornalista Clemente Pistilli de "Il Giornale di Latina" che condivido in pieno)
Si fa presto a dire “Je suis
Charlie”, postando un cartello su Facebook o partecipando a una marcia.
Restando in ambito strettamente locale è facile anche scrivere #stoconaielli,
dopo le epigrafi intimidatorie nei confronti della giudice. Lodare la stampa libera
nel corso di incontri o comunicazioni ufficiali rende subito un pubblico
amministratore un moralizzatore. E poi fa così tendenza un po’ per tutti
dichiarare che non c’è più il giornalismo di una volta, quello d’inchiesta, e
che le penne di oggi sono serve del potere. Diverso, però, è cercare ogni
giorno di realizzare un giornale, fare onestamente il proprio lavoro e tentare
di fornire soltanto un quadro e un’analisi ai lettori nel modo più accurato
possibile. Anche in provincia chi “è Charlie” o “#staconaielli” capita che non
#stacoinigiornalisti. Nel momento in cui chi scrive va oltre il comunicato
stampa, oltre la verità ufficiale, quella “velinara” e, senza neppure fare
grandi inchieste, non fosse altro che per la mancanza di mezzi, si limita a sviscerare
le indagini condotte dalla locale magistratura, diventa un fastidio. Un elemento
di disturbo tanto per l’uomo della strada che per quello delle istituzioni.
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| La locandina dell'evento |
venerdì 2 ottobre 2015
De Marchis e l'accusa di estorsione...
Giorgio De Marchis, ex consigliere comunale, ex capogruppo
Pd di Latina (prima di essere defenestrato e sostituito da Alessandro
Cozzolino), quasi consigliere regionale e responsabile della trasparenza dell’Ater,
commentando le notizie apparse sul “Il Giornale di Latina” che riguardavano
Paolo Galante ha lanciato una accusa precisa. Il sottoscritto (redattore dell’articolo)
sarebbe un “estorsore”. Più volte ho chiesto pubblicamente conto di questa
definizione al suddetto, sia su Facebook che privatamente. Ma non vi è stata
alcuna risposta. Ha detto De Marchis: “alcuni cronisti locali confezionano
falsi scoop, buoni solo per provare a ricattare qualcuno” e poi ancora : “I
dossier casarecci, i maldestri tentativi di estorsione”. Ha poi spiegato –
rispondendo ad altri, fatto curioso questo – la sua cosiddetta opinione in
questo modo: “trovo inquietante che imbocchi nelle proprietà private
sventolando dossier preconfezionati costruiti per insinuare, se questi non sono
ricatti poco ci manca. Quando un giornalista ha i ‘dossier’ che provano
qualcosa, scrive assumendosene la responsabilità, non sventola le sue ‘prove’
davanti al suo interlocutore a meno che non voglia intimorirlo”. Una bella
sequela di sciocchezze, visto che il sottoscritto non ha sventolato niente, e
si è presentato dall'interessato per avere una sua versione dei fatti da poter
inserire nell’articolo affinché non si potesse dire che la sua versione era
stata omessa. Galante ha declinato l’invito, libero di farlo, invitandoci a
scrivere e che avrebbe poi risposto lui in un secondo momento. Questi politici –
Claudio Moscardelli per primo – che si dimenticano che loro fanno un mestiere e
c’è chi ne fa un altro sono un po’ curiosi, ed ogni volta che si scrive di
loro, la prima cosa che fanno è accusare l’estensore dell’articolo di vicinanza
con la parte avversa e poi parte la lezioncina di giornalismo. Aprano una bella
scuola con De Marchis rettore e vediamo cosa ne esce fuori, visti i toni con i quali
lui apostrofa gli altri. Ma cosa sarebbe successo se le parti fossero state
invertite? Perché se il sottoscritto avesse per caso detto che qualche politico
locale sta compiendo un “goffo tentativo di estorsione” vorrei proprio vedere
di cosa staremmo parlando oggi. Oggi il sottoscritto sarebbe stato –
giustamente credo io – interdetto dalla propria collaborazione giornalistica, e
avrebbe dovuto cambiare lavoro. Cosa fa il Pd in questo caso? Si mette a
discutere se Galante è di destra oppure no. I fatti sono questi, si scrive un
articolo, documenti alla mano e un ex consigliere comunale anziché rispondere
sul fatto parla di “estorsioni”. Se al Pd di Latina piace così, allora andiamo
avanti.E dire che proprio De Marchis, dovrebbe avere a cuore la trasparenza. Mi sento, personalmente, di augurare buona fortuna al candidato Paolo Galante...con dei compagni di viaggio così, ne avrà davvero bisogno.
sabato 26 settembre 2015
E se Lollo non fosse il solo?
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| Il tribunale di Latina |
Eppure, a ben guardare, in questo
scandalo del giudice Lollo sembra che qualcosa manchi all'appello. A ben
guardare, avvocati, clienti, forze dell'ordine e normali cittadini hanno tutti
una storia di malagiustizia da raccontare. E se Lollo è la degenerazione di un
sistema, appare ovvio che è difficile che sia l'eccezione che conferma la
regola, soprattutto là dove la regola dovrebbe essere quella di una
magistratura pulita, ordinata, efficiente. Ovviamente, la maggior parte dei
giudici, degli avvocati, dei cancellieri e di coloro che operano presso il
tribunale, non sono sospettabili di avere “giri strani”. Ma vediamolo con gli
occhi di ieri, questo “impero” con tanto di sudditi, di scudieri e di nobili
che sembra abbia tirato su il giudice Lollo. Proviamo ad immaginarci solo
qualche anno fa, mentre stendevamo anche solo una sottile ombra sull'operato
del tribunale e della sezione fallimentare. Quali risposte avremmo ricevuto? E
soprattutto, che epiteti ci avrebbero indirizzato i difensori ad oltranza
dell'indipendenza della magistratura? La suddetta indipendenza, di fatto, si è
allargata a dismisura negli ultimi vent'anni grazie alla presenza di un
personaggio ingombrante come Berlusconi, che ha attaccato frontalmente i
giudici che volevano processarlo, esasperando a tal punto il dibattito politico
nazionale da rendere impossibile qualsiasi critica o controllo nei confronti dei
togati, senza che essa venga scambiato per un attacco alla loro indipendenza.
Se si unisce questo fatto - che ha come conseguenza che ad ogni livello
politico/istituzionale, solo i magistrati e i giudici e uomini di legge possano
opinare liberamente della questione Giustizia - all'incredibile ingolfamento
della macchina giustizia, che ormai ci ha reso un paese con un livello di
ingiustizia che supera quelli di molti paesi in via di sviluppo, allora si
capisce che non occorrono casi eclatanti come quelli di Lollo per capire che
molte cose possono celarsi dentro un simile marasma.
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| Il giudice Lollo |
giovedì 17 settembre 2015
venerdì 11 settembre 2015
Il segretario Comunale Pd, la Quattrola Srl e il suo rapporto con l'Ater
Il Quattrola politico che viene nominato segretario comunale del Pd
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| Quattrola presenta la sua nuova segreteria |
Il 30 maggio del 2014 il Partito
democratico di Latina investe Gioacchino Quattrola dell’incarico di segretario
comunale del Partito. Un ruolo importante, che raccoglie il consenso di un
consigliere comunale navigato come Enzo De Amicis, che definisce il fatto come
“un evidente segnale di cambiamento” e il capogruppo in consiglio comunale
Alessandro Cozzolino che nel fare i suoi più sentiti auguri al nuovo segretario
aggiunge: “Insieme dobbiamo lavorare per ridare a questa città un governo
all’altezza. Un governo di persone capaci, perbene, che non pensino agli
interessi di qualcuno ma alle esigenze dei cittadini”. Così, dopo un anno di
vacanza del posto di segretario che era stato lasciato libero da Mauro Visari,
nasceva la carriera nella politica cittadina che conta di Gioacchino Quattrola,
uomo del Pd, attivissimo nel circolo dem di “Latina Centro” e che nel 2010 era
tra i fondatori del “comitato spontaneo per Claudio Moscardelli sindaco”. Una figura di
profilo tranquillo, moscardelliano – sempre meno convinto da quel che dicono i
rumors – della prima ora che aveva il compito di traghettare il partito verso
le elezioni del 2016.
Il segretario e la sua Srl di manutenzioni
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| L'ex ufficio dogane di Aprilia |
Di professione Quattrola è imprenditore nel campo della
manutenzione edilizia e idraulica e a lui era riconducibile fino a poco tempo fa,
una società che portava il suo nome con sede a Tor Tre Ponti, la “Quattrola
Srl”. Una società che nel campo della manutenzione di grandi fabbricati, ha
ottenuto buoni risultati sia nel campo del mercato privato che in quello
pubblico. Nel 2010, infatti la Quattrola Srl (presumibilmente guidata da
Gioacchino Quattrola o da qualche congiunto) partecipava con grande successo ad
una importante gara d’appalto per una piccola azienda a conduzione propria. I
lavori di realizzazione dei nuovi uffici della Dogana nell’ex complesso
industriale dell’acqua Claudia. Lavori a base d’asta per un totale di 190 mila
euro aggiudicato dall’azienda per 149.515,80 euro. Nella determina provinciale
(registro 3893) si legge che sono stati emessi “certificati di pagamento a settembre
e dicembre 2010” oltre allo svincolo della polizza fideiussoria. Un lavoro
svolto a regola d’arte insomma, di cui l’ente provinciale poteva ritenersi
soddisfatto per lo stabile sito nel territorio di Aprilia.
La "Quattrola Srl" e il suo rapporto con l'Ater
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| La sede provinciale dell'Ater di Latina |
In base alla
documentazione reperibile nel sito dell’Ater, il rapporto tra l’azienda
territoriale della case popolari e il gruppo “Quattrola” inizia con una gara
d’appalto che la Srl non vince. Si tratta di una procedura per assegnare lavori
di manutenzione in un accordo “quadro” (ovvero con un vincolo fisso di ribasso)
che valeva per gli immobili Ater presenti nei comuni di Castelforte, Formia,
Itri, Minturno, SS Cosma e Damiano e Spigno Saturnia. Il cosiddetto “lotto 6”.
A vincere la gara era stata la ditta “Gemini Appalti". Questa società rinuncia
all’accordo vinto lasciando spazio alla Quattrola Srl che, con un ribasso del
27,77% si aggiudica lavori per 128.832,00 euro. Nasceva così, nell’estate dello
scorso anno, l’accordo quadro tra la “Quattrola Srl” e L'Ater di Latina. E’ il marzo di quest’anno, invece, quando la ditta Quattrola cambia nome
e diventa AG2 S.r.l. e nelle more dell’accordo quadro, compie 12 interventi dal
gennaio del 2015 ad oggi ha compiuto 12 interventi per un importo complessivo
di 54.078,34 euro. Per una piccola impresa, un bel introito. Niente di illegale
o di strano in questo racconto, se non fosse che ad aggiudicarsi questi lavori
non sia il segretario comunale del Partito democratico.
Il Quattrola inopportuno
Se è vero che non c’è
nessun illecito, però, qualche perplessità sulla natura del rapporto tra la
politica e l’Ater potrà pure sorgere. Soprattutto se si considera che l’ente è
stato presieduto da Claudio Lecce (ex segretario provinciale Pd), ha avuto come
vicepresidente Enrico Forte (attualmente un consigliere regionale) che però non
hanno mai esercitato i due incarichi contemporaneamente. Una azienda dove il
responsabile alla trasparenza è l’ex consigliere comunale Giorgio De Marchis
(entrato tramite regolare concorso) e si ritrova nel comitato tecnico dell’ente
(cento euro a presenza, ma con pochissime riunioni all’attivo) l’ex consigliere
comunale Marco Fioravante, e questo solo per citare i più recenti esponenti
della sinistra pontina. La Ag2 (un tempo Quattrola Srl) ha certamente diritto a
lavorare. Ma è proprio necessario che il segretario comunale del Pd sia in
affari con una azienda pubblica?
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